giovedì, 22 marzo 2012

“Rampata al Dolcedorme”…per il canalone di “Scilla e Cariddi”

Questa è davvero una di quelle salite che ti lasciano senza parole; perché inaspettatamente bella; perché infinitamente ripida, perchè incredibilmente sconosciuta. Lascio a voi soltanto le immagini e anche se non renderanno le emozioni vissute, hanno però il sapore di qualcosa di indimenticabile.

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domenica, 04 marzo 2012

Una scala per il cielo…”Manfriana Cima Ovest”

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Sono un sognatore! I sogni però si realizzano quando è deciso il loro tempo e i sogni di chi va in montagna, sono fatti della montagna stessa. Devo ammettere di averne realizzati tanti e seppur semplici li porto sempre nel mio cuore, come pagine importanti della mia vita. Oggi è stato il turno del canalone centrale della Cima ovest della Manfriana. Una visione che più e più volte ha rapito il mio sguardo e la mia fantasia. La neve dura e compatta ci ha fatto avanzare veloci e l’intera cresta dell’infinito, sopra di noi, ha fatto si che i ricordi di una nottata speciale, rivivessero, a donarmi quella giusta carica prima di una grande salita. Non sapevo che mi sarei trovato di li a poco a confrontarmi con me stesso!

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L’inizio del canalone è davanti a noi. Per un attimo ci fermiamo. Il rumore del nascere del vento ci trasporta con se per esserne avvolti un attimo dopo. Circondati da quello stesso vento ci sentiamo per un attimo storditi ma Imma rompe gli indugi e avanza sulla neve ancora ghiacciata. Il mio sguardo però era rapito da un canale sulla sinistra, che come una rampa saliva fino al cielo. Lei decide di prenderne un altro sulla destra. Ci ritroviamo così, soli con noi stessi, ad affrontare la nostra personale ascesa. Strano direi! Non ci era successo altre volte di dividerci ma forse è giusto così. Ognuno di noi deve confrontarsi con il proprio io, confidandogli le proprie inquietudini e le proprie paure. Forse per trarne più forza o semplicemente per liberarsi di un peso che non ci appartiene. Sto vivendo un istante della mia vita che sembra un’eternità.

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Salgo, affondando i ramponi sul pendio, che a poco a poco diventa sempre più ripido. Mi volto più volte. Non devo avere timore! Sono dentro il canale. Il pendio si attenua quasi fosse una piazzola, su quella strada che tutto sommato non sembrava così ripida. Davanti a me però, un muro. Dopo un paio di passi sento la pendenza aumentare sotto di me. Affondo su una neve molliccia. Impreco. Sono solo e da lì non posso assolutamente girami. Poi la mia mano, accompagnata da una forza interiore afferra le rocce in alto a sinistra. È la mia via d’uscita. Affrontare la cornice di fronte sarebbe una pazzia. Le punte dei ramponi graffiano e si aggrappano su parti di roccia minuscole. Sento un urlo…..Imma ce la fatta! Io sono ancora in quel imbuto a divincolarmi. Il movimento è preciso…niente distrazioni. Guardo un ultima volta in basso. Pianto la piccozza sopra la cornice e passo sull’ultimo gradino. Sono fuori! Mi butto a terra sorridendo e silenziosamente mi libero dell’ adrenalina accumulata. Guardo il cielo di un blu cobalto, guardo il Dolcedorme, guardo Imma che è già sulla cima ad aspettarmi e soprattutto guardo da dove son salito.   

“Sogno realizzato?” Mi chiede. “ Si, direi proprio di si”.

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La vita và avanti proprio come il cammino di un uomo verso le montagne che lo aspettano. Per esaudire i sogni invece, a volte bisogna affrontare strade ripide come una “scala che conduce al cielo”.

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martedì, 03 gennaio 2012

Alba 2012

 

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Dopo le stelle c’eravamo noi, sotto di noi il mondo …per una notte speciale, per una nuova alba che avrebbe sciolto le nostre orme tra la neve .
Tornare a casa è stato più difficile del solito, la montagna sembrava volermi trattenere a se e la mia anima a tratti cedeva al vento ed al suo narrarmi …
Cinque luci brillavano sulla via dell’infinito, qualche sguardo avrà pensato a stelle cadenti che avanzano oltre l’orizzonte, a pianeti che ruotavano per un altro anno ancora, ad un sogno realizzabile;

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Invece eravamo noi, con le nostre paure ed i nostri sogni …con la rabbia d’arrivare in cima ed il timore di non riuscirci, anche se quella notte tutto aveva il sapore di cima …d’un arrivo altre le proprie aspettative ..
Avrei voluto dare un pezzetto di vita ad ogni anima triste, avrei voluto dare un po’ di speranza per ogni anima lontana, un po’ di quella visione per ogni mio caro…
avrei voluto che tutti per un solo istante potessero essere lì quella notte, per guardare la magia della luna che tinge d’argento le rocce,la neve che diventa ghiaccio impenetrabile, il rumore del bosco ,lo sguardo nascosto ed impercettibile dei suoi spiriti.

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Con fermezza la picozza arrancava, non sentivo più nulla se non il desiderio  di scalare ,quella vita …quella notte …
oggi mi sento più forte come se qualcosa fosse stata scolpita nella mia anima,
un passo in più, donatomi dalla saggezza della montagna,
un po’ più vicina a tutto quello che voglio realizzare …
più legata a coloro che quella notte hanno fatto luce alle stelle dell’infinito …

Imma

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Quando riesci a ripetere qualcosa di straordinario allora hai davvero la concezione di ciò che hai fatto! E anche questa volta mi sono sentito piccolo ed impotente difronte alla voglia di andare, di assaporare quella visione, di stringermi nell'abbraccio amico dei miei compagni d'avventura, di "inseguire la luna", di sentire il calore di una lacrima che solcava il mio viso, in una notte gelata ed infinita. Questa volta davvero non ho parole!!!

Salvatore

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Monte Manfriana (cima est) e cresta dell'infinito 31.12.2011---01.01.2012

Salvatore Franco, Imma Camodeca, Buono Pasquale, Carla Pimavera, Luigi Vincitore