martedì, 03 gennaio 2012

Alba 2012

 

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Dopo le stelle c’eravamo noi, sotto di noi il mondo …per una notte speciale, per una nuova alba che avrebbe sciolto le nostre orme tra la neve .
Tornare a casa è stato più difficile del solito, la montagna sembrava volermi trattenere a se e la mia anima a tratti cedeva al vento ed al suo narrarmi …
Cinque luci brillavano sulla via dell’infinito, qualche sguardo avrà pensato a stelle cadenti che avanzano oltre l’orizzonte, a pianeti che ruotavano per un altro anno ancora, ad un sogno realizzabile;

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Invece eravamo noi, con le nostre paure ed i nostri sogni …con la rabbia d’arrivare in cima ed il timore di non riuscirci, anche se quella notte tutto aveva il sapore di cima …d’un arrivo altre le proprie aspettative ..
Avrei voluto dare un pezzetto di vita ad ogni anima triste, avrei voluto dare un po’ di speranza per ogni anima lontana, un po’ di quella visione per ogni mio caro…
avrei voluto che tutti per un solo istante potessero essere lì quella notte, per guardare la magia della luna che tinge d’argento le rocce,la neve che diventa ghiaccio impenetrabile, il rumore del bosco ,lo sguardo nascosto ed impercettibile dei suoi spiriti.

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Con fermezza la picozza arrancava, non sentivo più nulla se non il desiderio  di scalare ,quella vita …quella notte …
oggi mi sento più forte come se qualcosa fosse stata scolpita nella mia anima,
un passo in più, donatomi dalla saggezza della montagna,
un po’ più vicina a tutto quello che voglio realizzare …
più legata a coloro che quella notte hanno fatto luce alle stelle dell’infinito …

Imma

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Quando riesci a ripetere qualcosa di straordinario allora hai davvero la concezione di ciò che hai fatto! E anche questa volta mi sono sentito piccolo ed impotente difronte alla voglia di andare, di assaporare quella visione, di stringermi nell'abbraccio amico dei miei compagni d'avventura, di "inseguire la luna", di sentire il calore di una lacrima che solcava il mio viso, in una notte gelata ed infinita. Questa volta davvero non ho parole!!!

Salvatore

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Monte Manfriana (cima est) e cresta dell'infinito 31.12.2011---01.01.2012

Salvatore Franco, Imma Camodeca, Buono Pasquale, Carla Pimavera, Luigi Vincitore

 

sabato, 24 dicembre 2011

Inverno in Montèa

 

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Penso che ogni montagna sia diversa dalle altre, per la sua complessità, per la sua bellezza, per la sua visione e per ogni sensazione che suscita in ognuno di noi. Ce ne una però che racchiude dentro di se, oltre alla sua unicità, un’anima aspra che concede poco e quando ciò accade, allora la sua eterna cresta diventa estasi. Il suo nome è Montèa ed è così, quasi imparagonabile alle altre montagne che le stanno accanto. La vedo stagliarsi all’orizzonte come una meta irraggiungibile eppur così vicina ed imponente. La devi prendere senza preavviso quasi a domarla in un andirivieni tra punte aguzze che svettano verso il cielo. Sembra di scalarla due volte e ad ogni anticima, ad ogni punta, la sua grandezza si fa sentire. Quando la neve la avvolge nella sua gelida morsa, sfoggia il suo lato più elegante ma al tempo stesso severo.

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E oggi di neve ce n’era davvero tanta! Neve accecante tra un cielo blu cobalto e il verde acceso degli alberi, stretti e soli nel freddo abbraccio dell’inverno. Neve molle e alta fino alle ginocchia che più e più volte ci ha fatto desistere dal proseguire. Neve modellata dal vento a formare una lama dove il piede rimane fermo e sicuro ad ogni passaggio, dove la concentrazione è ragione di vita. Neve a cornici quasi fossero le onde del mare sottostante, rosso al tramonto e argenteo al mattino. Oggi ho vissuto questo; oggi nella prima salita invernale,  dove la magia della prima neve ha fatto si che provassi per l’ennesima volta, sensazioni a me care e che da troppo tempo sospiravo nel riaverle ancora mie. P1040966.JPGE non importa se siamo arrivati soltanto alla prima cima perché bastava essere li, ad emozionarsi nel camminare su quel filo di cresta, per avere dentro di se la forza innata che soltanto la montagna ci dona. Essere lì e sapere di avere gli amici che ti pensano e ti chiedono com’è. Com’è quel sogno che fin dai primi giorni di neve, ti fa attendere con ansia la tua prima salita invernale. Oggi mi ha concesso questo. Mi ha concesso di ricevere sulla cima, uno dei più bei regali di Natale; di gustare assieme all’amico Pasquale, momenti dolci e ipercalorici; mi ha concesso di sentire  sulla pelle, quel rossore genuino del sole;  di avere il brivido di camminare su una lama di neve e di riassaporare il sorriso di chi amo. Oggi ho riniziato a scalare d’inverno…inverno in Montèa.

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Buon Natale

 

venerdì, 11 novembre 2011

Giretto per Timponi

Non voglio scrivere con parole mie ma emozionarmi assieme a voi leggendo i versi che secondo me racchiudono la più bella dedica alla montagna...magari assaporando il gusto di salire così a caso su un monte o un timpone; scoprendo facce di una roccia mai vista; salendo su una lastra di pietra, visitando un grotta nascosta per poi scendere a perdifiato lungo un ghiaione interminabile. Ammirare spettacoli naturali così vicini a noi eppur così stupidamente trascurati.  Non rendendoci conto di quanto spazio hanno gli occhi per vedere e di quanta vita ha la vita stessa per vivere. "Siamo ricchi e non lo sappiamo!" ...diceva un giorno un signore venuto da lontano.

 

“Grazie montagna per avermi dato lezioni di vita, perché faticando ho appreso a gustare il riposo, perché sudando ho imparato ad apprezzare un sorso di acqua fresca. perché stanco mi sono fermato e ho potuto ammirare la meraviglia di un fiore, la libertà di un volo di uccelli, respirare il profumo della semplicità, perché solo, immerso nel tuo silenzio, mi sono visto allo specchio e spaventato ho ammesso il mio bisogno di verità e amore. Perché soffrendo ho assaporato la gioia della vetta percependo che le cose vere, quelle che portano alla felicità, si ottengono solo con fatica. E chi non sa soffrire, mai potrà capire.”

 

Battistino Bonali

 

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