L’alba di un nuovo anno

Vorrei iniziare dalla fine…

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Apro gli occhi, guardo la sveglia. Sono l’una e mezza di pomeriggio. Mi sento confuso, stordito eppure riposato. Mi sembra così strano….non mi sveglio mai a quest’ora. Ho la strana sensazione di non ricordare niente di ciò che è successo…boh! Poi nella mente, pian piano, come trasportati da scie di vento infuocato, frammenti di sogno si uniscono formando un quadro ben chiaro. Stanotte ho scalato il Dolcedorme ed è tutto vero, non ho sognato…è tutto incredibilmente vero! Ma oggi è un giorno speciale, è il primo dell’anno. L’idea di compiere questa (non so bene come definirla) ”folle-originale-impresa” era nata qualche anno fa dalla mente del mio amico Max ma più volte rimandata fino ad oggi. P1020602.JPGForse non eravamo ancora giunti ad un livello di follia adeguato. Ma come spesso succede, è la montagna che chiama e noi , ammaliati da quel incredibile richiamo, non sappiamo rinunciare. Mi sveglio da quel sonno profondo avendo ancora negli occhi e nel cuore, le immagini che ho avuto la fortuna di vedere e di sentire sulla mia pelle. Avevamo appena finito il tratto roccioso più bello. Quello dove ci si arrampica prima del “campo base”. Sentivo in me una tale concentrazione che mi portava sempre più su…tra le rocce e la neve. Sembrava stessimo scalando qualcosa di incredibilmente bello. E poteva anche essere il Cervino o qualcos’altro ma noi eravamo lì a sognare ad occhi aperti nel buio della notte. Giganti di pietra e alberi imponenti mi appaiono durante l’ascesa, quasi come figure che spuntano dal nulla. Li scavalco, li giro,  li tocco con le mie mani fino ad ottenere un appiglio sicuro che mi faccia salire. Come saette, fuggono nella notte, le luci delle nostre lampade frontali. A volte ad illuminar la strada, a volte a perdersi nell’abisso che ci circonda.

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P1020608.JPGLa neve grida, dice Max. Ci sarà del ghiaccio ad attenderci nel canalone. Poi mi fermo. La nebbia che ci avvolgeva è svanita portata via da chissà quale magia. Il mondo si popola di miliardi di luci e incredibili colori. Lo sguardo spazia fino a chissà quale paese lontano. È mezzanotte ed io piango come un bambino che urla al mondo intero, la sua gioia di vivere questa vita, così incredibilmente bella. Non so se sia soltanto una mia sensazione ma ho provato un senso di enorme gioia, come se il mondo mi si rivelasse in quei cinque minuti. Cinque minuti o forse un’eternità, nei quali ho semplicemente vissuto la mia vita dedicando alle persone che amo l’eterno amore che mi dà la montagna.

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Cinque minuti o una notte intera nella quale ho respirato l’aria speciale di un giorno speciale, scalando assieme ai miei amici, “la via più bella delle nostre amate montagne”. Cinque minuti nei quali sono passati davanti ai miei occhi, tutti i visi delle persone a me care e che avrei voluto fossero lì con me,  in quel posto così strano, a vivere insieme quell’attimo di vera esistenza. Mi sforzo per non piangere ancora. Ci uniamo nuovamente sfiorandoci ed abbracciandoci cercando di stare in equilibrio in quel mondo verticale e ghiacciato. Proseguiamo. Ci eravamo prefissati che non era importante l’arrivo a mezzanotte e quindi niente corse! Tracce sulla neve ghiacciata ci aiutano nell’ascesa. Scopriremo poi, con piacere, che erano degli amici del gruppo speleo. Vado avanti sentendo un vigore innato che si anima sempre più nel mio corpo. La tensione accumulata nei giorni passati è sparita totalmente ed io adesso sono lì a vivere a pieno quella scalata diretta alla grande montagna. Qualcuno chiede quanto manca. La fatica si fa un po’ sentire. Max tranquillizza tutti. P1020645.JPG

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Vado avanti avendo la concezione di stare passando nel canalone ma non vedo granché. La salita si fa dura e la via si inerpica sempre di più. Un colpo di piccozza e un paio di passi. Ancora così fino alla fine. È davvero una goduria! Poi il pendio si attenua. Ci ricompattiamo. Facciamo passare Max affinché sia il primo  a coronare questo sogno. Le stelle in cielo ci guardano splendenti. Non c’è un soffio di vento ma fa un freddo cane. Vedo una luce che si ferma poi un’altra ancora e altre due che si uniscono…siamo in cima! Il freddo punge ed il sonno e la stanchezza avanzano. “…Siamo i primi di quest’anno…” scriverò sul libro di vetta. Sono l’1:45e dobbiamo assolutamente scendere prima di trasformarci come i pesci surgelati di questi giorni di festa e banchetti. Mettiamo sotto i denti qualcosa tra cui anche una fetta di zampone(ci farà venire una gran sete) e partiamo per il ritorno. P1020659.JPGRitorno per il canalone del faggio grosso dove la neve per lunghi tratti è davvero tanta fino a farci sprofondare. Per fortuna lungo la discesa diventerà compatta e quasi ghiacciata per permetterci tranquillamente di arrivare ad imboccare il sentiero comodamente. Siamo un po’ stanchi e la via fino alle macchine sembra non finire mai. Qualche pausa e poi al sicuro da tutto e senza tempo, ci regaliamo un bel brindisi accompagnato da una gustosa fetta di panettone. Arriviamo alle macchine stremati e con il bagliore dell’alba. Un’alba nuova da primo dell’anno. Un anno iniziato così,  in un modo originale e straordinario. Penso che mai si cancelleranno questi attimi dal mio cuore e come un inchiostro indelebile hanno scritto una pagina importante della mia vita alpinistica.

 

Mi sveglio guardando il calendario dell’anno nuovo. Sul primo giorno c’è scritto: “le gioie più vive nascono dalle azioni più belle”. È proprio vero! Buon anno a tutti!

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Salvatore Franco–Luigi Vincitore–Carla Primavera–Massimo Gallo 31.12.2010—-01.01.2011Dolcedorme 2267mt. “Crestone dei Loricati”

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L’alba di un nuovo annoultima modifica: 2011-01-03T15:05:58+00:00da salvatore1305
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7 pensieri su “L’alba di un nuovo anno

  1. Folle:colui che spinto dai propri sogni e sorretto dalla giusta visione della vita ascolta la musica dei propri pensieri, ed in lacrime sparge magia a chiunque abbia la fortuna d’incontrarlo.
    E’ nei suoi occhi che risiede l’ avverarsi della felicità ,ed io che l’ho conosciuto,e me ne sono innammmmmmmmmorata ho smesso di cercare !
    grazie Zemer ,e grazie Carla per avermi dedicato il tuo pensiero ….
    siete “GRANDI”!!!!!

  2. non ci sono parole per descrivere o commentare quello che avete fatto: fuori dalle convenzioni, fuori da tutto quello che trattiene l’anima in basso avete suggellato grandi amicizie in uno strepitoso inizio d’anno; e c’è poco da fare, la ciutìa avanza sempre più ma è proprio quella che regala emozioni e ricordi indelebili …
    buon anno lupo, alla grande come sempre!
    P.

  3. Non posso dire niente solo fare i complimenti a voi ragazzi per questa “folle” e magica impresa. Capisco , caro lupo, cosa hai provato…cosa avete provato , ma forse no… non fino in fondo perchè io, pur andando in montagna e avendo condiviso tanti momenti assieme a voialtri “ciuati” , la posso solo immaginare. Viverla è un’altra cosa. Ringrazio voi per averla fatta questa impresa e te per aver raccontato i modo cosi espressivo e vero quello che hai provato. Grazie ragazzi… seppur con un pizzico di “sana invidia”, grazie per avermi portato con voi quella notte, anche se solo nella vostra mente e nel vostro cuore.

  4. amici…è difficile aggiungere altro…l’emozione,la gioia e la grandezza condivisa mi fanno ancora rivivere negli occhi e nel cuore gli attimi vissuti…attimi trasformati in eterna bellezza di ciò che la montagna con tutte le stelle del Firmamento ci ha regalato!mi sento…ONORATA di essere stata lassù con voi e di avere avuto il privilegio della vostra compagnia…ma ringrazio soprattutto Sua Maestà…incomparabile ed eterno luogo fantastico………Luigi…Max…Salvatore e………Imma,siete qui…all’altezza del cuore!

  5. Piange un fanciullo che da poco ha imparato a leggere e viene preso da un racconto fantastico, viene rapito da un’altra dimensione, quel bambino voracemente continua a leggere e si emoziona nello scoprire che un sogno si avvera e può essere vissuto…nel mondo fantastico delle altezze, sui picchi alti del cuore dove regna l’amicizia più vera…

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